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Uniamoci il 2 giugno: in piazza per la Festa della Repubblica e per difendere la Costituzione

28 maggio 2016

“In questa costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato. Tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie son tutti sfociati in questi articoli. E a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane.” (Piero Calamandrei)

Gli attacchi dell’ultimo periodo nei confronti dell’ANPI e di quanti, con la loro lotta, hanno portato l’Italia ad avere una delle carte costituzionali più belle al mondo sanno molto di provocazione e sono la dimostrazione di come, mai come adesso, uno strumento di alta democrazia, quale il referendum, venga utilizzato per soddisfare ambizioni personali e di protagonismo.
referendum riforme e italicum anpi nazionaleL’ANPI, però, stando a quanto emerso nell’Assemblea nazionale del 21 gennaio scorso, «non è interessata – nel caso particolare delle riforme – ai problemi più specificamente “politici” (il “plebiscito”, la tenuta e le sorti del Governo, etc.); per la nostra Associazione il tema è solo quello dell’intransigente difesa della Costituzione da ogni “stravolgimento” che rimetta in discussione le linee portanti (anche della seconda parte) ed i valori di fondo». Inoltre, «considera la Riforma del Senato e la legge elettorale, così come approvate dal Parlamento, un vulnus al sistema democratico di rappresentanza ed ai diritti dei cittadini, in sostanza una riduzione degli spazi di democrazia».
Per noi, quindi, è un dovere morale ascoltare “le voci lontane” di cui parlava Calamandrei e difendere questa Costituzione scritta con il sangue ed il dolore di molti giovani caduti combattendo, torturati, fucilati ed impiccati ed è per questo motivo che, oltre a respingere gli sterili tentativi di discriminazioni fra i partigiani e gli altrettanto vergognosi avvicinamenti ad organizzazioni di stampo fascista, ribadiamo con forza che la nostra battaglia per il NO è appena iniziata.

In particolare, a Martina Franca tutto è iniziato esattamente il 5 marzo 2016 con la costituzione delComitato cittadino di Martina Franca contro la Riforma Costituzionale e contro l’Italicum, promossa dal Comitato Direttivo della Sezione Anpi di Martina Franca “Fratelli Angelo, Pietro e Sebastiano Carucci – Partigiani”.
Il Comitato ha sposato e fatto propri gli obiettivi definiti dal Coordinamento Democrazia Costituzionale Nazionale, “di difendere e valorizzare i principi della democrazia della nostra Costituzione nata dalla Resistenza, operando per attivare l’opinione pubblica, largamente inconsapevole del significato e dei contenuti del processo di riforme istituzionali in atto, e per promuovere un dibattito politico che consenta la partecipazione di tutti i cittadini e faccia avanzare la consapevolezza della posta in gioco per gli anni futuri”.
Pur lavorando in piena autonomia e con libertà di azione e di giudizio, il Comitato opererà in sinergia con le indicazioni del Coordinamento Nazionale, per favorire la collaborazione con altre realtà locali, per sensibilizzare ed informare la cittadinanza sui contenuti dei provvedimenti di cui si chiederà l’abrogazione e per contribuire alla raccolta delle firme per i due referendum abrogativi delle legge elettorale “Italicum” e per quello confermativo della riforma costituzionale.

2 giugno anpi martina
In questo clima di campagna referendaria, si comunica che giovedì 2 giugno 2016, in occasione della Festa della Repubblica Italiana e a 70 anni di distanza da un altro importantissimo referendum che vide protagoniste anche le donne, il Comitato organizza in Piazza Maria Immacolata, a Martina Franca, il mattino dalle 11.00 alle 13.00 ed il pomeriggio dalle 17.00 alle 20.00, un banchetto per la raccolta delle firme.
Sarà l’occasione, per chiunque ne condivida scopi e contenuti, per aderire al Comitato e, avendo appreso con piacere dagli organi di stampa che un gruppo di cittadini si sta organizzando spontaneamente per promuovere iniziative con propositi analoghi, invitiamo a non disperdere le forze e ad organizzare al meglio e nella maniera il più possibile inclusiva una campagna referendaria, che si è già dimostrata molto complicata vista la disparità delle forze in campo.

Lavoriamo insieme per una nuova stagione di riappropriazione della sovranità da parte del popolo unito!

Per aderire al Comitato e per ricevere informazioni:
Facebook: Comitato contro la Riforma Costituzionale e l’Italicum – Martina Franca
E-mail: democraziacostituzionalemf@gmail.com

Martina Franca, 25/05/2016

logo anpi martina franca

Sezione ANPI “Fratelli Angelo, Pietro e Sebastiano CARUCCI – Partigiani” di Martina Franca

Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano

30 aprile 2016

Dopo un 25 Aprile decisamente movimentato e che sarà difficilmente dimenticato, almeno a livello locale, riteniamo opportuno esprimere le nostre considerazioni finali.

Una vicenda che sembrava dovesse concludersi solo con la pubblicazione del comunicato a firma ANPI e Arcigay ha espresso nel suo prosieguo un incredibile spirito di solidarietà, tenuto conto che alle forze iniziali se ne sono aggiunte molte altre quali: Ass. Terra Terra, testata giornalistica MartinaNews, Ass. “Sud Est Donne” Centro Antiviolenza “Rompiamo il Silenzio”, Ass. “Dragare”, Sinistra Ecologia e Libertà – Sinistra Italiana, CGIL, Partito Comunista d’Italia – sezione “Antonio Gramsci”, Partito Democratico, Circolo Socialista e libertario “G. Fanelli e l’Ass. Martina Tre.

Tutto ciò, evidentemente, a conferma della validità della nostra contestazione iniziale. Malgrado tale ampia partecipazione, l’Amministrazione comunale di Martina Franca ha ignorato i diversi appelli, compreso quello dello scrittore Donato Carrisi, a fare un passo indietro e a revocare il patrocinio e l’utilizzo della sala consiliare, permettendo lo svolgimento di un convegno di stampo omofobo.

Alla luce di questo silenzio istituzionale e della delibera di patrocinio adottata il 21 Aprile 2016 (successiva al comunicato de quo), come ANPI ci siamo sentiti in dovere di interrompere, con effetto immediato, qualsiasi tipo di collaborazione con l’Amministrazione Comunale e di revocare il nostro patrocinio, concesso per l’iniziativa della mattina del 25 Aprile.

anpi 25 aprile 2016  manifestazione mattinaIl nostro programma ha subìto, quindi, delle modifiche e, oltre alle iniziative previste inizialmente solo nel pomeriggio, si è proceduto nella mattinata alla deposizione di fiori sul cippo commemorativo dei caduti nella Resistenza, profanato da parte di ignoti con della vernice rosa la notte precedente. Nell’occasione, ai partecipanti è stato consegnato un triangolo rosa da apporre sul petto, segno di riconoscimento degli omosessuali nei campi di concentramento nazisti. Nel pomeriggio, invece, quella che sarebbe dovuta essere una iniziativa propria dell’ANPI, si è trasformata in un momento di ampia partecipazione democratica, sollecitata da un appello firmato da tutte le forze sostenitrici.

locandina anpi 25 aprile 2016 - webDall’interessante e coinvolgente dibattito, che ha visto anche la partecipazione di singoli cittadini, è emersa la volontà di presenziare al convegno contestato per far sentire la nostra voce e ribadire che il 25 Aprile non può essere macchiato da iniziative che, sfruttando i bambini, veicolano paure e discriminazioni. Poiché in quel momento registravamo la presenza di un invasore in quella che è la casa comune di tutti i cittadini, il miglior modo di contestare pacificamente quanto avveniva ci è sembrato quello di cantare “Bella Ciao”, esponendo il Tricolore.

E’ quello stesso Tricolore che avremmo voluto proteggesse e abbracciasse Francesco P., un giovane di 24 anni vigliaccamente aggredito a Manduria, per il solo fatto di essere omosessuale, proprio la sera del 25 Aprile. Le varie ferite riportate guariranno nel tempo, ma l’indifferenza di chi ha assistito alla violenza senza proteggere Francesco ha generato una cicatrice e quella purtroppo resterà. Se solo qualcuno avesse provato empatia per quel ragazzo in quel momento, il peso delle offese e della violenza ricevuta si sarebbe ridotto, facendo sentire meno solo Francesco e il 25 Aprile si sarebbe riappropriato del suo significato storico, così commemorando degnamente quanti hanno perso la vita per la nostra Libertà e per l’abolizione di ogni forma di discriminazione.

A distanza di 71 anni, a dispetto di chi si lascia travolgere dal propagarsi di questi fenomeni carichi di odio e intolleranza, noi non siamo rimasti a guardare, anche per Francesco, e riteniamo di aver scritto in questa vicenda una nuova pagina di Resistenza civile, dove il perseguimento dello stesso obiettivo, unico antidoto all’indifferenza di gramsciana memoria, ci ha resi vivi e, quindi, Partigiani!!!

25 aprile 2016 – Festa della Liberazione

20 aprile 2016

locandina anpi 25 aprile 2016

Lettera aperta – No dell’ANPI al convegno omofobo del 25 aprile 2016

20 aprile 2016

– Al Presidente della Provincia di Tarnato

Dott. Martino Carmelo TAMBURRANO

Via Anfiteatro, 4 – Taranto (TA)

*

– Al Sindaco del Comune di Martina Franca

Dott. Franco ANCONA

– all’Assessore con delega al Diritto alla Studio e Beni Culturali

Prof. Antonio SCIALPI

Palazzo Ducale – Piazza Roma, 32 – Martina Franca (TA)

E p.c.

– Agli Organi d’Informazione

– A tutta la Cittadinanza di Martina Franca

LETTERA APERTA

Il 25 Aprile è la festa della Liberazione per tutti e non può essere macchiata da eventi di stampo omofobo

 

Lunedì 25 Aprile ricorre il 71° Anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Oltre a questo appuntamento fisso, che ogni anno rappresenta un piccolissimo omaggio a tutti coloro che, per renderci liberi e porre fine a ogni tipo di persecuzione, seppero mettere i valori di libertà e democrazia al di sopra di ogni cosa, persino della incolumità propria e dei propri cari, quest’anno si celebrano anche i 70 anni dal voto alle donne. E’ il 10 marzo del 1946 e le donne finalmente possono esercitare un diritto concesso loro dopo anni di battaglie. In quel momento un grande passo è stato compiuto. Quello che sarà l’art. 3 della nostra Costituzione fa già parte della vita italiana prima ancora di essere promulgato.

In questo clima di preparazione ai festeggiamenti, apprendiamo con sdegno e preoccupazione che nello stesso giorno, nella sala consiliare del Comune di Martina Franca e con il patrocinio dello stesso Comune e della Provincia di Taranto, si terrà un incontro il cui relatore sarà Gianfranco Amato, presidente dei “Giuristi per la vita”, una delle associazioni che con più convinzione si batte contro ogni riconoscimento dei diritti delle persone LGBT e contro la proposta di legge del reato di omofobia. E’ proprio lo stesso Amato che un paio di anni fa dichiarò a “il Giornale” che “se essere omofobo significa considerare l’omosessualità un peccato, ritenere che il sesso debba essere aperto alla trasmissione della vita, credere nei precetti della Chiesa, allora mi autodenuncio: dichiaro pubblicamente e con orgoglio ai funzionari dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) di essere un omofobo. Mandino nel mio studio gli agenti dell’Oscad (Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori) ad arrestarmi. Li aspetto”.

stop-omofobiaSi evince chiaramente come un evento con un relatore di questo tipo calpesti con violenza proprio quell’art. 3 i cui albori risalgono a quel famoso 10 marzo 1946 e che rende uguali tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

L’Anpi di Martina Franca – Sezione Fratelli Carucci, unitamente all’Arcigay di Taranto, condanna fermamente la concessione del patrocinio da parte del comune di Martina Franca e della Provincia di Taranto ad un convegno omofobo e allarmistico, capace solo di incutere paura e intolleranza nei cittadini e chiede in primis che l’evento non abbia luogo, revocando l’autorizzazione all’utilizzo di spazi pubblici comunali. Nel caso in cui tale convegno, che utilizza i bambini e la loro educazione per attirare più pubblico e veicolare paure e discriminazioni, non venga bloccato, chiediamo che il Comune e la Provincia ritirino immediatamente il loro patrocinio. E’ privo di ogni logica e coerenza il fatto che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Martina Franca organizzi nella stessa sala consiliare per la mattina del 25 Aprile un incontro con le scuole, per tramandare i valori della resistenza, e nel pomeriggio si renda complice della morte della cultura dell’eguaglianza e del rispetto.

Fin da ora, annunciamo che l’ANPI di Martina Franca, nel caso in cui le nostre richieste cadano nel vuoto, ritirerà immediatamente il patrocinio concesso al Comune di Martina Franca per le celebrazioni in programma la mattina del 25 Aprile.

Non ci renderemo complici di un ritorno ad un passato oscurantista in cui colui che, ingiustamente e stupidamente, è considerato “diverso” da noi è un nemico da combattere.

Martina Franca, 20 aprile 2016

Sezione ANPI “Fratelli CARUCCI” di Martina Franca

Arcigay di Taranto

Incontro Pubblico VOTA SI Referendum trivelle 17 aprile 2016

14 aprile 2016

In vista della chiusura della campagna referendaria, la Sezione ANPI “Fratelli Carucci” di Martina Franca invita tutti i cittadini a partecipare all’incontro pubblico di venerdì 15 aprile 2016.

Interverranno:
Daniela Spera (coordinamento No Triv – Terra di Taranto)
Giancarlo Girardi (Libera)
Pino Sgobio (PCdI)
Pino Fedele (SEL – Sinistra Italiana)

Modera:
Roberta Signorile (ANPI – Martina Franca)

incontro pubblico Anpi referendum trivelle

 

 

Volantino Informativo Anpi Martina – REFERENDUM ABROGATIVO DEL 17 APRILE 2016

6 aprile 2016

REFERENDUM ABROGATIVO DEL 17 APRILE 2016

stop trivelleCosa si vota?

Il quesito referendario chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo.

Se vince il Sì cosa accade?

Le società già in possesso delle autorizzazioni possono operare fino alla scadenza “naturale”, fissata al momento di rilascio delle concessioni.

È vero che sono a rischio migliaia di posti di lavoro nel caso vincesse il Sì?

Un’eventuale vittoria del “Sì” non farebbe perdere alcun posto di lavoro: neppure uno. Un esito positivo del referendum non farebbe cessare immediatamente, ma solo progressivamente, ogni attività petrolifera in corso. Inoltre nulla vieta la ricollocazione in attività ecosostenibili dei lavoratori interessati.

È necessario andare a votare?

Nelle Consultazioni referendarie l’astensione equivale al NO ovvero a lasciare tutto com’è.

Risulta utile però ricordare ciò che dice la Costituzione Italiana in merito all’esercizio del Diritto di voto:

ART. 48: Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

Inoltre, va ricordato che un Referendum è valido solo se vota il 50% + 1 degli aventi diritto, pertanto chi si astiene non si rende partecipe del futuro del nostro Paese e vanifica l’investimento economico dello Stato per garantire uno strumento di democrazia diretta quale il Referendum.

L’esito del Referendum che effetti avrà sul futuro dell’Italia?

La partecipazione dei cittadini alla vita politica ha già “costretto” il governo italiano a modificare la legge preesistente accogliendo alcune indicazioni dei Comitati Referendari. Nel settembre 2015 sono stati depositati 6 quesiti referendari, tutti dichiarati ammissibili dalla corte costituzionale, ma andremo a votare solo per uno di questi per effetto di modifiche correttive introdotte con la Legge di stabilità 2016.

Se vince il Sì possiamo indicare la nostra volontà di modificare in senso ecocompatibile la strategia energetica futura dell’Italia.

Vogliamo spezzare il ricatto lavoro-salute e lavoro-ambiente messo in atto dalle multinazionali in combutta con i governi capitalisti.

Rivoltare questo sistema è un diritto-dovere di ogni cittadino per dimostrare che Salute, Ambiente e Lavoro possono coesistere e far sì che la ricchezza prodotta sia restituita all’intera società e non solo alle tasche di pochi affaristi.

Per questi motivi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione “Fratelli CARUCCI” invita a votare al Referendum del 17 aprile 2016.

scheda di voto referendum 2016 matita

(clicca QUI per scaricare il volantino)

Referendum 17 aprile 2016 – Appello per un Sì consapevole

17 marzo 2016

Comitato Referendario17Aprile Martina

Comunicato e Appello per un Sì consapevole

La Sezione Anpi di Martina Franca “Fratelli Angelo, Pietro e Sebastiano Carucci – Partigiani”, l’Associazione Salviamo il Paesaggio – Valle d’Itria, l’Osservatorio sulla Questione Urbanistica, il Comitato Bella Ciao Puglia, l’Associazione “Sine Cura Lab” e la Pubblica Assistenza A.R. 27, in ottemperanza con i rispettivi statuti e conformemente alle finalità precipue delle rispettive associazioni, si schierano pubblicamente per il Sì al Referendum del 17 Aprile 2016.

Il testo del quesito referendario, noto come “Referendum sulle trivellazioni in mare” è il seguente:

«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».

Si tratta, dunque, di un referendum abrogativo, che si celebrerà perché nove Consigli Regionali lo hanno richiesto. Se vincesse il Sì, si riuscirebbero a tutelare definitivamente le acque territoriali italiane. Nello specifico il quesito chiede di esprimersi sulla cancellazione della norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo.
Nonostante, infatti, le società petrolifere non possano più richiedere in futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero più scadenza certa, con la possibilità di protrarsi fino a tempo indeterminato.
Se si vogliono mettere definitivamente al riparo i nostri mari dai pericoli che le attività petrolifere comportano, occorre votare “” al referendum, per ottenere che si mantenga la scadenza delle concessioni come previsto al momento del rilascio.

Perché le associazioni si schierano pubblicamente per il SI al referendum del 17 aprile? Perché lo prevede la Costituzione:

Articolo 9 “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione”.
Articolo 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. […]”

I due articoli della Costituzione implicano una deduzione logica facilmente intuibile: ognuno di noi ha un diritto alla salute non solo in quanto singolo ma anche come membro delle comunità cui appartiene. Quindi ogni attività esercitata da qualunque impresa (e tra queste anche quelle petrolifere), anche se fatta in nome del progresso (comunque tutto da dimostrare), deve essere attenta a non recare danni alla salute degli esseri umani, al paesaggio e a tutto l’ecosistema, se si vuole raggiungere il rispetto del diritto sopra citato.

Le stesse associazioni, dunque:

  • esprimono tutto il loro rammarico per la decisione del Governo e del Presidente della Repubblica di non accorpare il Referendum con le Amministrative nell’Election Day comportando un evidente aggravio a carico della spesa pubblica;
  • deprecano la decisione di indire il referendum a così breve scadenza per le conseguenze in termini di impossibilità di garantire adeguata informazione ai cittadini;
  • ricordano che il quesito referendario non tiene conto delle attività petrolifere sulla terraferma e di quelle in mare situate oltre le 12 miglia dalla costa (22,2 km);
  • auspicano la più larga partecipazione al Referendum del 17 Aprile ed invitano a votare Sì;
  • auspicano, altresì, che l’appuntamento referendario sia l’occasione per una più ampia ed approfondita riflessione circa l’ormai inderogabile necessità di un diverso modello di sviluppo, un modello che abbandoni definitivamente i combustibili fossili e abbracci la logica dell’equità inter/trans – generazionale e della sostenibilità.

no triv pugliaIl voto del 17 Aprile è, in definitiva, un appuntamento fondamentale per quanti, come le realtà sottoscriventi questo documento, da sempre si battono per la tutela e la valorizzazione dei beni comuni.
Al di là delle specificità del quesito referendario, il voto del 17 Aprile costituisce uno dei più importanti strumenti (in un’era in cui la volontà popolare è spesso trascurata se non mortificata) per affermare la necessità di un cambiamento: opporsi alle logiche neoliberiste del capitalismo anteponendo i diritti del popolo.

Tutti i cittadini che, in forma singola od organizzata, condividono quanto riportato in questo documento, possono contattare il Referente ANPI Ing. Pasquale Pulito alla casella di posta elettronica martinafranca@anpi.it, contribuendo con la propria adesione e partecipazione alla campagna referendaria in favore del SI.

Martina Franca, 17/03/2016

Associazioni prime firmatarie

– Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione “fratelli Carucci” Martina Franca
– Salviamo il Paesaggio – Valle d’Itria
– Osservatorio sulla Questione Urbanistica
– Comitato Bella Ciao Puglia
– Associazione “Sine Cura Lab”
– Pubblica Assistenza A.R. 27

animazione no trivelle

25 aprile 2015 – tutte le iniziative

13 aprile 2015

AL VIA IL CALENDARIO DI APPUNTAMENTI PER I FESTEGGIAMENTI DEL 70° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE D’ITALIA

 

Il Comitato Bella Ciao Puglia, l’ANPI di Martina Franca, Arte Franca – Laboratori Urbani e MartinaNews, in collaborazione con il Comune di Martina Franca, organizzano, a partire dal 19 aprile sino al 25, “ORA E SEMPRE Appunti di resistenza quotidiana”.

Mercoledì 15 aprile ricorre il quinto anniversario della nascita del Comitato ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Martina Franca: un traguardo importante che quest’anno, insieme con il Comitato Bella Ciao Puglia, i Laboratori Urbani Arte Franca e MartinaNews, ha permesso di creare un ricco programma di iniziative dal titolo  “ORA E SEMPRE appunti di Resistenza quotidiana”. Incontri, proiezioni, banchetti, dibattiti e interviste per celebrare il settantesimo anniversario della Liberazione dal NaziFascimo.

La Resistenza, come suggerisce il titolo, non va solo celebrata e ricordata, ma va vissuta ogni giorno, nelle Resistenze di oggi. Migranti, mafie, inquinamento, sono solo alcuni significativi esempi di questioni su cui si concentra la lotta resistente, consapevole, autentica, dei partigiani dei nostri tempi. “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è il peso morto della storia”, diceva Antonio Gramsci.

A Martina Franca i settant’anni dalla Resistenza si festeggiano ricordando e ascoltando dal vivo le esperienze del Partigiano “Brindisi”, Pietro Parisi, durante un aperitivo musicale a Manufacta, domenica 19 aprile e assistendo al documentario “Le memorie degli Ultimi” di Samuele Rossi, in proiezione giovedì 23 aprile presso la Sala Consiliare del Palazzo Ducale di Martina Franca. A seguire la testimonianza di Luciano Marescotti, protagonista della Resistenza. E sempre nella Sala Consiliare il 25 aprile, alle ore 17.30, si terrà un dibattito con la presenza di Vito Leli, docente di Storia e Filosofia, Federico Cuscito di Rivoltà la Precarietà, Abu Moro, rifugiato politico, Alessandro Marescotti di Peacelink e Anna Maria Bonifazi, di Libera.

Le iniziative si inseriscono in un calendario più ampio di eventi, promosso dall’Amministrazione Comunale: si parte dalla mostra su Matteotti, inaugurata a Palazzo Ducale l’11 aprile scorso con la presentazione del libro sul deputato socialista morto ammazzato dai fascisti, “Il delitto Matteotti. Il mandante”, scritto dal locorotondese Mario Gianfrate, per continuare con il gemellaggio tra l’I.C. “Chiarelli” e l’I.C. San Polo in Torrile (PR) e con l’Arcimarcia del 25 aprile.

Sempre nella mattinata del 25 l’Amministrazione poserà una lapide in pietra per ricordare i caduti partigiani durante la guerra di Resistenza alle truppe nazi-fasciste che hanno occupato l’Italia. Un piccolo gesto in piazza Vittorio Veneto per ribadire che “l’indifferenza è il peso morto della storia”.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.

 clicca sull’immagine per leggere il programma completo

Fiocco rosa all’Anpi di Martina Franca

1 febbraio 2015

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Comitato di Martina Franca è lieta di annunciare la nascita della piccola ALICE

Il Comitato cittadino dell’Anpi, a nome di tutti gli antifascisti martinesi, abbraccia papà Alessandro e mamma Alessandra (coordinatrice cittadina Anpi) e augura un futuro sereno ad Alice nel segno della libertà e degli ideali della Resistenza Antifascista.

Ultimo saluto a Baldina Di Vittorio

5 gennaio 2015

Baldina Di Vittorio con il padre Giuseppe

Con profonda commozione, l’Anpi di Martina Franca desidera inviare l’ultimo saluto alla Compagna Baldina, figlia di Giuseppe Di Vittorio, che ci ha lasciato sabato 3 gennaio 2015 all’età di 94 anni dopo una lunga malattia.

Di Baldina ricordiamo la grande forza e l’instancabile dedizione che la portò a presiedere l’Unione Donne Italiane e a battersi dai banchi del Senato della Repubblica tra le file del Partito Comunista Italiano al quale era iscritta fin da giovanissima.

Baldina ha condiviso con il padre alcuni dei momenti più drammatici della storia italiana rischiando perfino la sua giovanissima vita nel cruento assedio della Camera del Lavoro di Bari da parte dei fascisti, difesa dagli operai e dai contadini guidati da Peppino mentre veniva alla luce Vindice, fratello di Baldina.

Fu internata nel campo di concentramento francese di Rieucros insieme ad alcune tra le esponenti di spicco dei partiti antifascisti d’Europa rifugiatesi in Francia per sfuggire alle dittature, diventando una delle protagoniste del movimento politico che costruì le fondamenta dell’Italia repubblicana e dell’Europa democratica.

Il suo esempio, così come quello del padre Peppino, ci spingono ad impegnarci con più ardore nella battaglia quotidiana in difesa della Democrazia e della Costituzione e a seguire il solco da loro intrapreso.

Speriamo di arrivare al cuore ed alla mente di tantissimi giovani, di suscitare in loro la consapevolezza della necessità di svegliare il nostro Paese e l’entusiasmo per farlo riscoprendo i valori che furono il fondamento del pensiero e dell’attività di Giuseppe Di Vittorio. BALDINA DI VITTORIO (dal discorso di inaugurazione dell’Associazione Casa Di Vittorio a Cerignola – 26 settembre 2010)

Rieucros nel Lozère (Francia), primavera 1940. Mentre Di Vittorio veniva arrestato, in Francia, la polizia chiudeva in campo di concentramento, la giovane moglie Anita e la figlia Baldina. Nella foto Baldina è al centro, alla sua destra Teresa Noce

Di seguito si riporta il telegramma di cordoglio inviato dalla segreteria nazionale dell’Anpi:

“Con profonda commozione abbiamo appreso della scomparsa di Baldina Di Vittorio. Ricordiamo una generosa e autentica militante dell’antifascismo, ideale che ha mantenuto vivo e fortemente operativo in tutte le attività che ha svolto nel corso della sua lunga vita, da dirigente nazionale dell’UDI a parlamentare del PCI fino a brillante animatrice della Fondazione intitolata all’indimenticabile Giuseppe Di Vittorio, suo padre. L’ANPI partecipa  al dolore dei familiari e di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla e stimarla”.