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Presidio Antifascista – 28 ottobre 2017

26 ottobre 2017

28 ottobre 1922 
La Marcia su Roma: l’inizio della dittatura

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Roma, 31 ottobre 1922: sfilano alla testa alle squadre armate fasciste (da sinistra a destra) Emilio De Bono, Benito Mussolini, Italo Balbo e Cesare Maria De Vecchi.

95 anni fa i fascisti marciarono su Roma con l’intento di istituzionalizzare la loro ideologia di violenza e morte. Nella notte tra il 27 ed il 28 ottobre gli squadristi iniziarono ad affluire a Roma. Alle cinque del mattino del 28 il Presidente del Consiglio Luigi Facta presentò al re Vittorio Emanuele III il decreto per la proclamazione dello stato d’assedio, ma il re si rifiutò di firmarlo. Lasciò così via libera ai fascisti, che entrarono a Roma il 28 ottobre, attuando la loro marcia armata all’interno della città. Il 29 ottobre, mentre la manovra eversiva si allargava ad altre città del Paese, Vittorio Emanuele III affidò l’incarico a Mussolini, il quale sciolse le amministrazioni comunali e provinciali guidate da socialisti e/o popolari, liquidò le cooperative e limitò le libertà sindacali. Con la formazione del suo governo, di cui facevano parte anche esponenti liberali, popolari, democratici e nazionalisti, iniziava il lungo ventennio della dittatura fascista.
La marcia su Roma: l’inizio del regime, la fine delle Libertà!

28 ottobre 2017
L’ANTIFASCISMO IN MARCIA

manifestazione anpi 28 ottobre martina francaOggi qualcuno tenta di riportare indietro l’orologio della storia per ricostituire un’Italia incivile, del razzismo e dello squadrismo. Viviamo, infatti, in un’epoca in cui sono sempre più frequenti iniziative ed episodi preoccupanti che vedono come protagonisti gruppi neofascisti, non affatto isolati ma radicati, che non si preoccupano di esporre e riproporre simboli di evidente richiamo al ventennio fascista. Tutto ciò non è più tollerabile!
E’ necessario, ora più che mai, unirsi per creare un fronte comune antifascista, che includa la politica, le istituzioni, la magistratura e l’informazione, e che possa contrastare questa allarmante escalation di intolleranza e violenza.
È recente il deplorevole gesto di alcuni esponenti della tifoseria laziale che hanno utilizzato l’immagine di Anna Frank per offendere la tifoseria avversaria.
Non possiamo permettere che si arrivi ad un punto di non ritorno, in cui fatti del genere ci lascino indifferenti come se tutto ciò rappresentasse la normalità.

l’ANPI dice NO!

Come afferma il Presidente Carlo Smuraglia, il fascismo è il contrario e la negazione di quanto è scritto nella Costituzione, perché è violenza e razzismo. Ricordo che la nostra è una Repubblica democratica e antifascista.

“Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità”. (Anna Frank – I Diari)

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(qui è possibile scaricare il volantino della manifestazione)

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Associazioni e Partiti che hanno aderito all’appello dell’ANPI :

 Associazione Culturale Hermes Academy Onlus
Associazione Culturale “Marxs XXI” – Taranto
Associazione Strambopoli – Arcigay Taranto
Collettivo Politico Guevara
PCI – Partito Comunista Italiano
RAV – Rete Antifascista Valle D’Itria
SI – Sinistra Italiana
Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – Circolo di Taranto

manifestazione anpi 28 ottobre martina franca - loghi

Referendum 17 aprile 2016 – Appello per un Sì consapevole

17 marzo 2016

Comitato Referendario17Aprile Martina

Comunicato e Appello per un Sì consapevole

La Sezione Anpi di Martina Franca “Fratelli Angelo, Pietro e Sebastiano Carucci – Partigiani”, l’Associazione Salviamo il Paesaggio – Valle d’Itria, l’Osservatorio sulla Questione Urbanistica, il Comitato Bella Ciao Puglia, l’Associazione “Sine Cura Lab” e la Pubblica Assistenza A.R. 27, in ottemperanza con i rispettivi statuti e conformemente alle finalità precipue delle rispettive associazioni, si schierano pubblicamente per il Sì al Referendum del 17 Aprile 2016.

Il testo del quesito referendario, noto come “Referendum sulle trivellazioni in mare” è il seguente:

«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».

Si tratta, dunque, di un referendum abrogativo, che si celebrerà perché nove Consigli Regionali lo hanno richiesto. Se vincesse il Sì, si riuscirebbero a tutelare definitivamente le acque territoriali italiane. Nello specifico il quesito chiede di esprimersi sulla cancellazione della norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo.
Nonostante, infatti, le società petrolifere non possano più richiedere in futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero più scadenza certa, con la possibilità di protrarsi fino a tempo indeterminato.
Se si vogliono mettere definitivamente al riparo i nostri mari dai pericoli che le attività petrolifere comportano, occorre votare “” al referendum, per ottenere che si mantenga la scadenza delle concessioni come previsto al momento del rilascio.

Perché le associazioni si schierano pubblicamente per il SI al referendum del 17 aprile? Perché lo prevede la Costituzione:

Articolo 9 “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione”.
Articolo 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. […]”

I due articoli della Costituzione implicano una deduzione logica facilmente intuibile: ognuno di noi ha un diritto alla salute non solo in quanto singolo ma anche come membro delle comunità cui appartiene. Quindi ogni attività esercitata da qualunque impresa (e tra queste anche quelle petrolifere), anche se fatta in nome del progresso (comunque tutto da dimostrare), deve essere attenta a non recare danni alla salute degli esseri umani, al paesaggio e a tutto l’ecosistema, se si vuole raggiungere il rispetto del diritto sopra citato.

Le stesse associazioni, dunque:

  • esprimono tutto il loro rammarico per la decisione del Governo e del Presidente della Repubblica di non accorpare il Referendum con le Amministrative nell’Election Day comportando un evidente aggravio a carico della spesa pubblica;
  • deprecano la decisione di indire il referendum a così breve scadenza per le conseguenze in termini di impossibilità di garantire adeguata informazione ai cittadini;
  • ricordano che il quesito referendario non tiene conto delle attività petrolifere sulla terraferma e di quelle in mare situate oltre le 12 miglia dalla costa (22,2 km);
  • auspicano la più larga partecipazione al Referendum del 17 Aprile ed invitano a votare Sì;
  • auspicano, altresì, che l’appuntamento referendario sia l’occasione per una più ampia ed approfondita riflessione circa l’ormai inderogabile necessità di un diverso modello di sviluppo, un modello che abbandoni definitivamente i combustibili fossili e abbracci la logica dell’equità inter/trans – generazionale e della sostenibilità.

no triv pugliaIl voto del 17 Aprile è, in definitiva, un appuntamento fondamentale per quanti, come le realtà sottoscriventi questo documento, da sempre si battono per la tutela e la valorizzazione dei beni comuni.
Al di là delle specificità del quesito referendario, il voto del 17 Aprile costituisce uno dei più importanti strumenti (in un’era in cui la volontà popolare è spesso trascurata se non mortificata) per affermare la necessità di un cambiamento: opporsi alle logiche neoliberiste del capitalismo anteponendo i diritti del popolo.

Tutti i cittadini che, in forma singola od organizzata, condividono quanto riportato in questo documento, possono contattare il Referente ANPI Ing. Pasquale Pulito alla casella di posta elettronica martinafranca@anpi.it, contribuendo con la propria adesione e partecipazione alla campagna referendaria in favore del SI.

Martina Franca, 17/03/2016

Associazioni prime firmatarie

– Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione “fratelli Carucci” Martina Franca
– Salviamo il Paesaggio – Valle d’Itria
– Osservatorio sulla Questione Urbanistica
– Comitato Bella Ciao Puglia
– Associazione “Sine Cura Lab”
– Pubblica Assistenza A.R. 27

animazione no trivelle

Giornata Nazionale del Tesseramento ANPI – 30/11/2014

21 novembre 2014

Domenica 30 novembre, in tante piazze d’Italia, l’ANPI terrà la sua Giornata Nazionale del tesseramento. Sarà un’occasione per incontrare le cittadine e i cittadini, riflettere con loro sul difficile momento che sta attraversando il nostro Paese, per parlare di neofascismo e di antifascismo, di lavoro come fondamento della Repubblica, di rinnovamento della politica, di democrazia.
In più, particolare attenzione verrà posta alle Riforme Costituzionali e soprattutto a quella del Senato, già approvata in prima lettura in una versione che non potrebbe essere più inadeguata, anche rispetto alle linee portanti della Costituzione, nonché alla Legge elettorale, anch’essa già approvata dalla Camera in un testo contrario alle indicazioni della Corte Costituzionale e non corrispondenti alle attese e ai diritti dei cittadini.
Su questi temi e, più in generale, sul tema della democrazia, l’ANPI intende illuminare il Paese e far sentire con forza la sua voce.

L’ANPI di Martina Franca sarà a disposizione della cittadinanza con un proprio banchetto informativo dalle ore 10.00 in PIAZZA ROMA.

locandina tesseramento 2014

Manifestazione Cgil “Lavoro-Dignità-Uguaglianza” 25 ottobre 2014

23 ottobre 2014

Così come dichiarato in un recente comunicato dal presidente nazionale ANPI Carlo Smuraglia:

“In un Paese retto da un Costituzione che proclama che la Repubblica italiana “è fondata sul lavoro” purtroppo il discorso sta vertendo sulle “regole” e su alcune questioni che – se risolte – non sarebbero in grado di creare un solo nuovo posto di lavoro. Si continua su una strada che parte da un presupposto completamente sbagliato: che la mancanza di investimenti, di sviluppo, di crescita, dipenda dalle rigidità del mercato del lavoro.”

“Adesso, la chiave di tutto sembra essere l’articolo 18, che non è un “feticcio” intoccabile, tant’è che è stato ampiamente “toccato”, sotto il governo Monti; ma ridurlo, come si vorrebbe, a qualche caso estremo se non eliminarlo del tutto, non serve a niente, solo – ripeto – ad eliminare una garanzia, che è fonte di sicurezza e di dignità, in nessun modo incidendo sulla situazione economica complessiva, nella quale predominano le piccole imprese, alle quali – come è noto – l’articolo 18 non si applica.”

E’ sulla base di queste parole che “Il Comitato nazionale dell’ANPI,  presa visione del documento base della CGIL per la manifestazione nazionale del 25 ottobre 2014, pur non entrando – doverosamente – nel merito delle proposte specifiche, che sono di competenza delle Organizzazioni sindacali, condivide pienamente le parole d’ordine “lavoro, dignità, uguaglianza per cambiare l’Italia” e l’obbiettivo di fondo, che è quello di creare lavoro (dignitoso) per attuare il principio consacrato dall’art. 1 della Costituzione (l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro) e da altre norme della stessa Carta Costituzionale (artt. 4 – 35, etc.).”

“Questi princìpi – si conclude – vanno sostenuti sempre, in ogni momento e in ogni forma, considerandoli prioritari rispetto ad ogni altra esigenza. L’ANPI nazionale augura, dunque, pieno successo alla manifestazione del 25 ottobre 2014”.

Con convinzione e piena consapevolezza che oggi più che mai c’è bisogno di una grande iniziativa unitaria in difesa della nostra Costituzione, anche l’Anpi di Martina Franca parteciperà con una propria delegazione alla manifestazione del prossimo 25 ottobre organizzata dalla CGIL in Piazza a Roma.