Referendum 17 aprile 2016 – Appello per un Sì consapevole

17 marzo 2016 di anpi.martina Lascia un commento »

Comitato Referendario17Aprile Martina

Comunicato e Appello per un Sì consapevole

La Sezione Anpi di Martina Franca “Fratelli Angelo, Pietro e Sebastiano Carucci – Partigiani”, l’Associazione Salviamo il Paesaggio – Valle d’Itria, l’Osservatorio sulla Questione Urbanistica, il Comitato Bella Ciao Puglia, l’Associazione “Sine Cura Lab” e la Pubblica Assistenza A.R. 27, in ottemperanza con i rispettivi statuti e conformemente alle finalità precipue delle rispettive associazioni, si schierano pubblicamente per il Sì al Referendum del 17 Aprile 2016.

Il testo del quesito referendario, noto come “Referendum sulle trivellazioni in mare” è il seguente:

«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».

Si tratta, dunque, di un referendum abrogativo, che si celebrerà perché nove Consigli Regionali lo hanno richiesto. Se vincesse il Sì, si riuscirebbero a tutelare definitivamente le acque territoriali italiane. Nello specifico il quesito chiede di esprimersi sulla cancellazione della norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo.
Nonostante, infatti, le società petrolifere non possano più richiedere in futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero più scadenza certa, con la possibilità di protrarsi fino a tempo indeterminato.
Se si vogliono mettere definitivamente al riparo i nostri mari dai pericoli che le attività petrolifere comportano, occorre votare “” al referendum, per ottenere che si mantenga la scadenza delle concessioni come previsto al momento del rilascio.

Perché le associazioni si schierano pubblicamente per il SI al referendum del 17 aprile? Perché lo prevede la Costituzione:

Articolo 9 “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione”.
Articolo 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. […]”

I due articoli della Costituzione implicano una deduzione logica facilmente intuibile: ognuno di noi ha un diritto alla salute non solo in quanto singolo ma anche come membro delle comunità cui appartiene. Quindi ogni attività esercitata da qualunque impresa (e tra queste anche quelle petrolifere), anche se fatta in nome del progresso (comunque tutto da dimostrare), deve essere attenta a non recare danni alla salute degli esseri umani, al paesaggio e a tutto l’ecosistema, se si vuole raggiungere il rispetto del diritto sopra citato.

Le stesse associazioni, dunque:

  • esprimono tutto il loro rammarico per la decisione del Governo e del Presidente della Repubblica di non accorpare il Referendum con le Amministrative nell’Election Day comportando un evidente aggravio a carico della spesa pubblica;
  • deprecano la decisione di indire il referendum a così breve scadenza per le conseguenze in termini di impossibilità di garantire adeguata informazione ai cittadini;
  • ricordano che il quesito referendario non tiene conto delle attività petrolifere sulla terraferma e di quelle in mare situate oltre le 12 miglia dalla costa (22,2 km);
  • auspicano la più larga partecipazione al Referendum del 17 Aprile ed invitano a votare Sì;
  • auspicano, altresì, che l’appuntamento referendario sia l’occasione per una più ampia ed approfondita riflessione circa l’ormai inderogabile necessità di un diverso modello di sviluppo, un modello che abbandoni definitivamente i combustibili fossili e abbracci la logica dell’equità inter/trans – generazionale e della sostenibilità.

no triv pugliaIl voto del 17 Aprile è, in definitiva, un appuntamento fondamentale per quanti, come le realtà sottoscriventi questo documento, da sempre si battono per la tutela e la valorizzazione dei beni comuni.
Al di là delle specificità del quesito referendario, il voto del 17 Aprile costituisce uno dei più importanti strumenti (in un’era in cui la volontà popolare è spesso trascurata se non mortificata) per affermare la necessità di un cambiamento: opporsi alle logiche neoliberiste del capitalismo anteponendo i diritti del popolo.

Tutti i cittadini che, in forma singola od organizzata, condividono quanto riportato in questo documento, possono contattare il Referente ANPI Ing. Pasquale Pulito alla casella di posta elettronica martinafranca@anpi.it, contribuendo con la propria adesione e partecipazione alla campagna referendaria in favore del SI.

Martina Franca, 17/03/2016

Associazioni prime firmatarie

– Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione “fratelli Carucci” Martina Franca
– Salviamo il Paesaggio – Valle d’Itria
– Osservatorio sulla Questione Urbanistica
– Comitato Bella Ciao Puglia
– Associazione “Sine Cura Lab”
– Pubblica Assistenza A.R. 27

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